Balconi: piccoli spazi di respiro o depositi?

 

 

 

 

 

Ogni volta che mi affaccio alle finestre di casa mia constato che la vista è desolante perché sembra di osservare una cantina disordinata: i balconi sono considerati spazi in cui abbandonare e raccogliere tutto quello che non si sa più dove mettere, piante secche, attrezzi da lavoro, scope e stendibiancheria sgangherati, come se questo spazio non facesse parte di casa.

Ho trovato su facebook un gruppo molto interessante, balconism, che cerca di sensibilizzare l’attenzione sul decoro dei balconi in quanto facenti parte dell’arredo urbano.

Molte città e paesi partecipano ai concorsi “balcone fiorito” e sul fronte principale dei condomini prosperano i gerani; sull’altro lato degli stessi invece domina il caos: pochi capiscono che quello che per loro è un retro per tanti altri è la vista principale!

Non sarebbe molto meglio questo

 

 

 

 

 

 

 

Di questo?

Non intendo dire che i balconi debbano essere carichi di fiori ma sicuramente sono una promotrice dell’ordine in quanto convinta che vedere il bello “faccia bene” all’anima; inoltre uno spazio sgombro, per quanto piccolo, può essere vivibile e assolvere alla funzione di trait d’union tra l’intimità della casa e il mondo esterno.

Anche attraverso il vivere il balcone si può ritrovare il valore delle relazioni interpersonali che un tempo caratterizzavano i quartieri delle città.

 

SOUNDTRACK:

R.E.M., Shiny Happy People

Puoi ascoltare il brano a questo link a You Tube

Un Commento a “Balconi: piccoli spazi di respiro o depositi?”

  1. leo ha detto:

    Faccio parte del gruppo balconism e con molto piacere ho letto la tua analisi del modo di considerare i balconi come fossero delle cantine.Dobbiamo insieme far capire che il balcone è lo specchio ,anzi ,l’anima della nostra casa e come tu ben dici ” attraverso il vivere il balcone si può ritrovare il valore delle relazioni interpersonali che un tempo caratterizzavano i quartieri delle città”.Grazie per averci segnalato.

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